La mia seconda scuola

F.T. Griswold Mfg. Co a Wayne - Stephen Griswold

Domande frequenti

“Stephen, come hai fatto a diventare un restauratore? Hai restaurato alcune fra le più belle auto da corsa del mondo… tu uno studente laureato in Storia e Inglese? Ma la manualità dove l’hai imparata?”… Domande che mi vengono poste spesso.

Ho già scritto brevemente di mio padre, Frank, e della sua grande influenza su di me. Quando avevo dieci anni, lavorai durante l’estate presso la sua azienda, la FT Griswold Mfg. Company a Wayne, in Pennsylvania. Ero un dipendente come gli altri e dovetti richiedere la mia tessera di previdenza sociale. Venivo pagato con stipendi reali, anche se erano molto ridotti, ma si trattava dell’inizio della mia carriera lavorativa. Anni dopo si sarebbe tramutato in un bonus vero e proprio.

Mio padre aveva un’officina dove si producevano pezzi meccanici ad alta precisione. Potevamo costruire quasi tutto, con un alto standard qualitativo. La sua azienda lavorava molto per il Dipartimento della Difesa producendo manufatti come calibri di controllo per l’allineamento delle canne di carri armati Patton. Anche le eliche per elicotteri a rotore doppio Piasecki, molto utilizzati nella guerra in Corea, uscivano dal nostro laboratorio.

Tutti i giorni mio padre ed io andavamo al lavoro insieme. Il suo capo officina, Phil Yanni, mi affidava degli umili lavori di pulizia per tenermi occupato e fuori dai piedi. I collaboratori di mio padre erano molto gentili con me. Comprendevano e ammiravano la mia grande passione per tutte le macchine e il loro meccanismo. Era evidente che volevo imparare. Così il team di Frank iniziò ad assegnarmi dei semplici progetti, come la produzione di pezzi meccanici, perché potessi iniziare a capire come funzionavano.

 

 

Si va bene, lo ammetto, ciò avveniva quando un certo macchinario era libero e non avevano in progetto di utilizzarlo per un po’. La cosa mi divertiva molto e scoprii di amare la possibilità e la capacità di forgiare un oggetto con le mie mani!

Dopo alcuni anni, passati a lavorare come ragazzo delle pulizie, mi fu assegnato il compito di incidere delle lunghe bilance, simili a un metro, ma più lunghe e ad alta precisione. Ognuna poteva richiedere più di otto ore di lavoro e dovevo utilizzare una lente da gioielliere per osservare la punta dell’attrezzo da taglio. Bisognava controllare che il filo non tagliasse una linea troppo larga.

Quando ciò accadeva, dovevo spegnere il macchinario, togliere l’attrezzo e metterlo in una mola per riaffilarne la punta. La stanza dove si trovava il macchinario da incisione era mantenuta ad una temperatura costante, affinché l’acciaio non si espandesse, mettendo a rischio l’accuratezza del pezzo finito. Le bilance da misurazione venivano poi verificate da un lettore ottico e risultavano estremamente precise.

Meccanica e Meccanico

Ecco, fu questa la mia seconda scuola – o prima, decidete voi! – che frequentai assiduamente e con profonda passione mentre crescevo.
Nell’officina di Frank c’era un via vai di  automobili molto interessanti… che necessitavano di attenzione. Molti dei suoi amici portavano le loro sportive per svariati motivi. Si trattava dei primi esemplari di autovetture in circolazione, pressoché sconosciute, poche persone sapevano come ripararle e una di queste era mio padre.

Spesso mi affidava dei compiti semplici. Per me significava tantissimo perché voleva dire che si fidava di me e ne andavo molto orgoglioso. Mio padre volle che imparassi a diagnosticare i problemi. In breve tempo imparai molto e divenni un abile meccanico. Doppia qualifica: meccanica ad alta precisione plus meccanico, ero soddisfatto dei miei studi!

Dodici anni più tardi, dopo l’università, quando aprii la mia officina di assetto di auto per le corse, fui in grado di attingere all’esperienza acquisita durante quelle estati passate a lavorare presso la F.T. Griswold Mfg. Co a Wayne, in Pennsylvania.

 

 

Quando decisi di sviluppare ulteriormente la mia attività di restauro, quelle esperienze si rivelarono un vantaggio, specialmente nella ricostruzione di motori da corsa, come quelli delle Maserati.

Questi motori, infatti, non erano dotati di guarnizioni e utilizzavano degli ingranaggi per far muovere le parti mobili. Quando queste automobili varcavano la mia officina erano in condizioni terribili. Si trattava di auto da corsa dimenticate e non più competitive, completamente logorate che dovevo ricreare da zero. Per rinascere avevano bisogno di un’officina di lavorazione metalli completa e non una semplice cassetta degli attrezzi da meccanico.

Con questa specializzazione mi trovai in una posizione di vantaggio per affermarmi e farmi conoscere in tutto il mondo. Il mio unico e vero rammarico, fu che mio padre morì prima che io avviassi la mia attività. Avrebbe potuto essere una vera e propria risorsa per me e, ancora oggi, penso e lo ringrazio per tutto ciò che mi ha insegnato.

 

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