A tutta velocità con la Lister Chevrolet

Lister Chevrolet - Stephen Griswold

Quando frequentavo l’università sulla West Coast, assistevo spesso alle corse SCCA (Sports Car Club of America) su strada, presso i circuiti delle vicinanze. Una delle automobili vincenti era una Lister costruita da Brian Lister a Cambridge, nel Regno Unito. Queste auto montavano motori Jaguar XK D-Type, ma erano vendute anche senza motore, per chi voleva optare per il motore Chevrolet V8 283ci.

In particolare, la protagonista di questa storia, apparteneva alla seconda categoria; fu venduta da Carrol Shelby Sports Cars di Dallas, Texas, a Jim Hall di Midland, Texas. Quest’ultimo, alcuni anni più tardi, costruì la prima auto sportiva Chaparral; il resto è storia.

Hall, dopo aver installato il motore Chevrolet, partecipò con la Lister a diverse corse nel Sud-Est e ad alcune gare professionistiche. Ad un certo punto, vi aggiunse un compressore volumetrico, per aumentarne le prestazioni, ma l’automobile non riscosse molto successo, perché i motori Chevrolet all’epoca non erano abbastanza sviluppati per essere affidabili.

L’auto passò poi di proprietario in proprietario, fino a quando fu acquistata dal mio amico Mike Blackie di Sacramento, California. Partecipò alle Historics Races per alcuni anni, ottenendo moderati successi.
Durante un raduno di automobili classiche a Laguna Seca, Mike mi confidò di voler vendere la Lister per acquistare un’altra auto. In quel periodo, per una volta nella vita, avevo un po’ di soldi extra e visto che desideravo da sempre possedere un’auto classica molto veloce, colsi l’occasione e l’acquistai.

Partecipai subito ad una corsa il giorno successivo e finii in terza posizione, tuttavia l’automobile aveva bisogno di essere sistemata e risultava poco piacevole da guidare. Organizzai il ritiro, con il mio spedizioniere di fiducia e la feci arrivare nel Regno Unito. Avviai un restauro completo per sistemare tutti i problemi riscontrati a Laguna Seca.

Conoscevo una costruttrice di motori, molto brava, a Oakland in California, Karren Gallant. Era una grande appassionata di motori Chevrolet, suo pane quotidiano, le chiesi di costruirmene uno nuovo, che rispettasse le specifiche del periodo. Quattro mesi dopo fu pronto e lo montai sul telaio della Lister che avevo appena finito di restaurare. Fin dal primo test l’automobile mi piacque molto, era potente, aveva un’ottima tenuta su strada ed era maneggevole. Finalmente compresi perché, ai suoi tempi, Lister riscosse così tanto successo.

 

 

Dovetti ritornare negli Stati Uniti per lavoro e non partecipai alla prima gara; la successiva era il Mike Hawthorne Trophy a Silverstone, organizzato dal VSCC (Vintage Sports Car Club). Iscrissi l’automobile anche se sapevo che avrei avuto poco tempo per rientrare in Inghilterra ed arrivare in orario alla gara.

Infatti, tornai la notte prima, dormii poco e mi presentai appena in tempo a Silverstone, per partecipare alle prove, dove mi qualificai al quarto posto. A queste gare c’era una feroce competizione con molti professionisti ingaggiati dai proprietari delle auto. Ricevetti molti complimenti per la mia Lister, era davvero bella.

Prima della gara, parlai un po’ con Frank Sytner, qualificato in pole position con una JCB Jaguar D-Type Long Nose. Lui era il pilota con il maggior numero di vittorie su un’automobile preparata in modo eccellente, di proprietà di Anthony Bamford della JCB, un’azienda simile a Caterpillar. Stavo prendendo delle pastiglie alla caffeina per restare sveglio e Frank mi chiese cosa fossero.

Alla partenza feci una fantastica fuga; la coppia motrice dello Chevrolet era favolosa! Volai in seconda posizione dietro alla D-Type e ci rimasi per tre giri. Misi molta pressione a Frank e lui la percepì. Al giro successivo lottammo a colpi di freno alla curva Club, a lui si bloccarono le ruote e l’auto iniziò a girare su se stessa. Effettuai il sorpasso e mi diressi verso la vittoria del Mike Hawthorne Trophy. Un vero e proprio successo!

Dopo la corsa, Frank mi raggiunse e chiese ancora notizie sulle pillole che avevo preso prima della gara, gli risposi che erano “pillole di velocità”. Lui si convinse davvero che fossero qualcosa di molto speciale!
Ebbi molto successo con questa automobile e mi divertii un sacco; ciò mi permise anche di diventare buon amico di Brian Lister, un uomo molto interessante, appassionato musicista jazz e sassofonista.

Prima della sua morte, avvenuta nel dicembre del 2014, diede inizio ad un nuovo progetto con l’obiettivo di produrre una piccola serie di “continuation” delle Lister, Jaguar Knobbly del 1958, con motore Jaguar o V8 Chevrolet. Fu un uomo davvero intraprendente ed attivo fino ai suoi ottantotto anni.