Nino Farina

Nino Farina

Chi fu il protetto e allievo preferito di Tazio Nuvolari? Uno dei pionieri della guida a braccia tese?
Un temerario coraggioso che fu coinvolto in numerosi incidenti. C’è chi ha sommato i giorni di degenza in clinica… circa 1800! Lehoux e Laszlo Hartmann, furono coinvolti in una collisione con questo audace. Così anche il pubblico in Spagna, Cecoslovacchia, Buenos Aires.
Guidava in modo eccessivamente spericolato anche in viaggi di piacere… un’esuberanza fuori controllo. Un ultimo viaggio, in solitario. Partì dalla sua residenza a Monte Carlo, uscì di strada a Chambery, per l’ultima volta.
Cresciuto tra le auto iniziò a guidare a nove anni la Temperino del padre. La sua carriera ebbe inizio con una Chiribiri in una corsa in salita, a 19 anni. Prima della guerra corse come privato, in seguito per la Scuderia Ferrari, Alfa Romeo e Maserati.
Secondo alla Mille Miglia nel 1936 con una Alfa Romeo 8C 3000, non riuscì mai a vincerla. Vinse a Mar del Plata alla nascente Temporada Sudamericana.
Nel 1950, Alfa Romeo costituì la famosa squadra delle tre “F” (Farina, Fangio, Fagioli). Vinse, in quell’anno, il primo titolo di campione mondiale. Con la Scuderia Ferrari, nel 1953, fu artefice dell’emozionante vittoria Nürburgring. Alberto Ascari perse una ruota e la prima posizione. Lui, quarto, riuscì a sorpassare Fangio e Hawthorn.
Il padre e lo zio avevano la Carrozzeria Farina. Quando si divisero, lo zio ebbe come stemma la “f” minuscola e divenne il celeberrimo “Pinin” Farina.
Nino Farina.