Il Cavallino Rampante

70 anni di modelli meravigliosi. Per celebrare un traguardo così grande di un marchio così noto in tutto il mondo, voglio partire da una cosa decisamente più piccola: il bellissimo simbolo del cavallino rampante che da sette decenni rappresenta gloriosamente tutti i modelli Ferrari. Dalla prima 815 del 1947 fino all’ultima estrema 812 Superfast l’emblema nero e giallo è il fregio che simboleggia fierezza, stile e performance. La storia del cavallino celebre in tutto il mondo non deriva però dal mondo automobilistico, bensì da quello dell’aviazione.

 

 

Il 19 giugno 1918 l’aviatore Francesco Baracca, durante la sua quarta missione giornaliera, venne fatalmente abbattuto nei pressi di Colle Val dell’Acqua. Accreditato di 34 vittorie aeree contro velivoli nemici e con una medaglia d’oro al valore militare, Baracca era considerato il principale pilota dell’aviazione italiana, capace di imprese ed acrobazie straordinarie insieme al suo aeroplano Spad. Francesco Baracca faceva dipingere sulla fiancata sinistra di ogni suo velivolo un’insegna personale: un cavallino rosso su sfondo argenteo, come viene storicamente riportato, ritto sulle zampe posteriori, con la chioma scossa e la coda rivolta verso il basso. Disegnato per omaggiare lo stemma del 2° reggimento cavalleria “Piemonte reale” di cui l’asso romagnolo faceva parte. Dopo la morte dell’eroico aviatore, del suo emblema personale si seppe poco o nulla, fino al 25 maggio 1924, giornata in cui si svolgeva la nota corsa automobilistica al Circuito del Savio, vicino Ravenna. Fu qui che dopo 270 chilometri e sei giri del polveroso tracciato il giovane pilota Alfa Romeo Enzo Ferrari colse la sua seconda vittoria in carriera – dopo quella dell’anno precedente sul medesimo circuito. Per Ferrari fu una sorpresa ricevere i complimenti proprio dalla contessa Paolina Baracca in persona, madre del noto aviatore, per come aveva condotto in gara la sua Alfa Romeo RL V6. Già l’anno prima il giovane aveva ricevuto le lodi dal secondo genitore del pilota, Enrico Baracca – ospite d’onore sempre al Circuito del Savio – ma stavolta, insieme alla coppa della vittoria, la contessa decise di donargli anche un regalo particolarmente inaspettato. Come segno di stima e apprezzamento per il suo risultato in gara la Contessa regalò a Enzo l’emblema del figlio scomparso, proprio il famoso cavallino rampante, pronunciando la celebre frase: “Ferrari, prenda questo. Lo metta sulle sue macchine e le porterà fortuna”.

 

        

 

Il giovane Enzo, commosso da un tale gesto, promise alla contessa di fare buon uso del simbolo, anche per onorare la memoria del celebre asso. Nonostante la promessa ci vollero ben 8 anni perché Ferrari trovasse un degno utilizzo del prezioso cavallino. Il 10 luglio 1932 la Scuderia Ferrari era stata delegata dall’Alfa Romeo a rappresentarla ufficialmente al temuto e affascinante circuito di Spa, che vedeva schierate trentatré vetture e come favorite le velocissime 8C 2300 della casa del biscione. Sul cofano delle 8C di Enzo Ferrari, accanto al radiatore, non campeggiava il famoso simbolo del Quadrifoglio Verde, bensì un cavallino rampante, mai visto prima nell’ambiente delle corse. Una scelta per distinguere le vetture schierate da Ferrari da quelle ufficiali Alfa Romeo. Il cavallino della scuderia aveva la coda rivolta all’insù invece che verso il basso, dato che secondo il Drake simboleggiava meglio l’ambizione e la vittoria. Seguendo l’esempio di Ugo Sivocci, il cavallino si trovava inscritto in uno scudetto di colore giallo, uno dei due toni che rappresentavano la città tanto amata da Enzo: Modena. L’immagine era coronata dai tre colori della bandiera italiana, per non lasciare dubbi sulla appartenenza della scuderia al Bel Paese. Lungo gli oltre 14 chilometri del circuito belga di Spa le parole della contessa si rivelarono particolarmente indovinate: le Alfa Romeo dei piloti Brivio e Taruffi finirono rispettivamente in prima e seconda posizione, regalando a Ferrari una vittoria tutta italiana e dimostrando ancora una volta la forza della Scuderia fondata da Enzo. Superata la Seconda Guerra Mondiale lo stemma del cavallino rampante diventerà uno dei più conosciuti e rispettati simboli in campo automobilistico, affermandosi sia nell’ambito delle competizioni che in quello stradale, diventando un’icona italiana da sempre ammirata nel mondo!

 

Autore: Tommaso Ferrari