La 20ª Ferrari costruita: la 020I

Ferrari 020I - Stephen Griswold

Lo scherzo

Vidi questa adorabile piccola Berlinetta 166 da competizione per la prima volta al mio arrivo presso la San Francisco Bay Area, nel 1969, durante gli anni dell’università. Dopo aver attraversato gli Stati Uniti in auto, dovevo portare la mia Alfa Giulietta Spider Veloce per la manutenzione da Don Hampton a Palo Alto, il rivenditore locale. Don era un amante delle auto e possedeva una Zagato Maserati A6G nuova. Mi chiese se volessi vederla, ovviamente gli dissi di sì.

Parcheggiata lì a fianco c’era la Ferrari, con la sua targa Roma in bianco e nero. Era davvero stupenda e mi innamorai subito delle meravigliose linee create dagli artigiani della Carrozzeria Touring di Milano. Anni dopo, divenne pubblico che il distributore principale Ferrari per la zona di Milano, Franco Cornacchia, acquistò i telai grezzi e commissionò alla Touring la costruzione di questa carrozzeria superleggera. L’auto nacque come una 002C – competizione – una Spider da Corsa. Più tardi fu ripunzonata con 020I, come Ferrari fece durante i primi anni di attività. All’epoca non potevo sapere che dodici anni dopo sarei diventato io, il suo proprietario.

Don Hampton vendette la Ferrari a Robert Lavezzi che viveva nei paraggi di Berkeley, a El Cerrito.
Occasionalmente, vedevo l’auto in giro per la città, il suono stridulo del V12 l’aveva abbandonata da tempo, visto che Robert, per ragioni economiche e di affidabilità, lo sostituì con un motore Chevrolet 283 V8.
Alcuni anni dopo, aprii la mia nuova officina per la preparazione di auto da corsa e cominciai a realizzare i miei primi restauri. Un giorno vidi l’annuncio della Ferrari in vendita, nella sezione dedicata del giornale locale, mi accordai con Robert e gli consegnai $5000.00.
La prima cosa da fare era trovare un motore adatto; avevo sentito, tramite amici, di un motore a Los Altos Hills, nella zona dove attualmente, sorge la Silicon Valley.

 

 

Il proprietario del motore era Johnny Johnson, che possedeva una Ferrari. Mi recai a casa sua per incontrarlo e per dare un’occhiata; mi disse che questo motore era 0201, quindi un motore da strada. Tutti i motori da corsa, in quel periodo, avevano numeri pari che corrispondevano al numero del telaio. Diedi un’occhiata al numero, ma c’era qualcosa che non andava; gli Italiani utilizzano un numero “1” ben definito, mentre questo numero era una linea dritta verticale “I”. Non lo dissi a Johnny, prendemmo i nostri accordi e gli pagai il motore. Ero contentissimo del mio acquisto ed ero sicuro che il numero reale fosse 020I, il motore mancante della mia auto. Non mi sbagliavo!

Iniziai immediatamente a restaurare il mio piccolo gioiello. Ci lavoravo nel fine settimana e ricordo che lo trovavo un processo estremamente soddisfacente. Tutto era in perfetto stato e non mancava nulla, neanche il filtro dell’olio da velivolo che veniva avviato dal pedale della frizione, come una chiave a cricchetto. Ordinai i nuovi pistoni ad alta compressione dalla Mondial, il fornitore originale, e realizzai delle nuove guide per le valvole e le valvole stesse. In alcuni mesi assemblai il motore ed ero pronto a testarlo con il mio dinamometro. Il giorno del test, entrai nell’officina e, con orrore, notai che sulla panca c’erano due fasce elastiche: mi ero dimenticato di montarle su uno dei pistoni! Come potevo porre rimedio al mio errore?!

La mia unica possibilità era assemblare il motore e stare a vedere. Quando rimossi l’ultimo pistone, mi resi conto che tutte le fasce erano al loro posto, dopo di che sentii tutti i miei dipendenti scoppiare a ridere.
Avevano preso le fasce dal pistone extra, ne ordino sempre uno in più, e le avevano posizionate sulla mia panca per mettermi alla prova. Che perfido scherzo! Ma alla fine mi misi a ridere anch’io.
Quando testai il motore, risultò avere un’ottima potenza: 180 cavalli a 7200 giri al minuto, più di quanto avesse ottenuto la fabbrica di produzione ed aveva un suono magnifico!
Scriverò ancora di questa automobile per raccontarvi quali furono le mie impressioni di guida.